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THE INTERVIEW

Susanna Salvi (Ballerina)

D: Hi Susanna. Thank you for telling us your story! When and how did dance enter your life?

A: Hello! Thank you for this interview! Dance came into my life when I was 8 years old. I started by chance because my classmate already attended a course and to stay longer with her I followed her! Then my teacher, Marella Vesseri, noticed something more in me, and from Rieti, my city, I was present at the Rome Opera Theater School where Mrs. Paola Jorio, then director, admitted me to the third course.

D: Today you are part of the Rome Opera House company. Among all the interpreted roles, what is your career in particular? And what would you like to dance one day?

R: I'm currently in the Opera House where I came back when I was first in the United States, Tulsa Ballet, and then in Florence, in the company of the Florentine musical May, now unfortunately disappeared. In Florence I debuted for the first time as the first dancer in La Sylphide, a role that marked my course as a major opportunity for my career. Another special moment in Florence was when Sylvie Guillem chose me to dance after her in Steptext by William Forsythe, giving me a chance to experience a neoclassical repertoire in which I felt comfortable and that I could enrich once in a tornado In Rome, when I was chosen for Vertiginous thrill of accuracy (Forsythe) last March. Here in Rome I have been able to work as many other wonderful roles as Giselle, which has always been a great dream for me, Swanilda in Coppelia by Roland Petit, a wonderful role and in which I am very much mirrored, Raymonda, and ultimately the double character Odette / Odile in The Swan Lake Christopher Wheeldon, undoubtedly the most intense, the biggest challenge I have faced so far. A wonderful experience! There are so many ballets that I would still dance, let's all say !!!

D: Dance is not just the show the audience sees. It is something that affects every artist's life day by day. What are the toughest sacrifices you have faced and the strongest joys you have experienced? What is your dream today?

R: The biggest sacrifice was to move me to Rome when I was 14 and lose so much of my wonderful family (as well as mom and dad I have two brothers and a sister). The commitment from now on was totalizing so that adolescence lasted little and I grew very fast. My strength, however, has always been the great passion that moves me and has given me joys and gratification over the years, as can be a choreographer who congratulates or the audience that after an exhilaration bursts into appalling applause. To date I have a dream: to be able to always be up to the challenges that I will face and to overcome my limits from time to time evolving myself as an artist but above all as a person.

D: To whom do you want to say thank you?

A: I have to say so many thanks. To my family first of all, who always helped me and supported me, to my teacher Marella Vesseri who first identified me in the talent and directed me to Mrs. Paola Jorio and to the teachers of the dance school Carla Rossi, Ofelia Gonzalez And Pablo Moret who formed me, to Carla Fracci who wanted me in the company of the opera house when I was eighteen, I have to thank Francesco Ventriglia, who was the director of the Florentine musical May, now director of the RNZ ballet, Who gave me the confidence I needed in a difficult time. My last thanks is for Eleonora Abbagnato's current dance director in Rome who is giving me so many great opportunities and that believing in me is contributing to my personal and artistic growth.

D: Do you know So Dança? What do you think of the brand? A greeting to our Facebook friends and advice to young people?

R: Of course I know So Dança! I mainly use the body because I find it very comfortable and resistant. Besides being beautiful and with a great fit. I greet all friends who will have the patience to read me and to the young people I can give a hint in particular: be humble! Commit yourself every day and consciously to overcome your limitations, because we all have it, and you never feel like you are, work with dedication. We are lucky and have a great mission: to bring beauty to the hearts of people who do not know it.


L’INTERVISTA

Susanna Salvi (Ballerina)

D: Ciao Susanna. Grazie per raccontarci la tua storia! Quando e come è entrata la danza nella tua vita?

R: Ciao! Grazie a voi per questa intervista! La danza è entrata nella mia vita quando avevo 8 anni. Ho cominciato per caso, perché una mia compagna di classe frequentava già un corso e per stare più tempo con lei l’ho seguita! Poi la mia insegnate, Marella Vesseri, notò in me qualcosa in più e da Rieti, la mia città, mi presentai alla scuola del teatro dell’Opera di Roma dove la signora Paola Jorio, allora direttrice, mi ammise al terzo corso.

 D: Oggi fai parte della compagnia del Teatro dell’Opera di Roma. Tra tutti i ruoli interpretati qual è quello che ha segnato in modo particolare la tua carriera?

E quale quello che vorresti un giorno danzare? R: Si attualmente sono nell’organico del teatro dell’Opera dove sono tornata dopo essere stata prima negli Stati Uniti, al Tulsa Ballet, e poi a Firenze, nella compagnia del Maggio musicale fiorentino, ora purtroppo scomparsa. A Firenze ho debuttato per la prima volta come prima ballerina ne La Sylphide, ruolo che ha segnato particolarmente il mio percorso in quanto prima grande occasione della mia carriera. Un altro momento speciale vissuto a Firenze fu quando Sylvie Guillem mi scelse per danzare, dopo di lei, in Steptext di William Forsythe, dandomi modo di sperimentare un repertorio neoclassico in cui mi sono sentita a mio agio e che ho potuto poi arricchire una volta tornata a Roma, quando sono stata scelta per Vertiginous thrill of exactitude (Forsythe) lo scorso marzo. Qui a Roma ho avuto modo di lavorare tanti altri ruoli meravigliosi come Giselle, che è sempre stato un grande sogno per me, Swanilda in Coppelia di Roland Petit, ruolo stupendo e in cui mi sono molto rispecchiata, Raymonda, e da ultimo il doppio personaggio di Odette/Odile ne Il lago dei cigni di Christopher Wheeldon, senz’altro il più intenso, la sfida più grande che ho affrontato finora. Un’esperienza meravigliosa! Ci sono tanti balletti che vorrei ancora danzare, diciamo tutti!!!

D: La danza non è solo lo spettacolo che il pubblico vede. È un qualcosa che condiziona la vita di ogni artista giorno dopo giorno. Quali sono i sacrifici più duri che hai affrontato e le gioie più forti che hai provato? Qual è il tuo sogno ad oggi?

 R: Il sacrificio più grande è stato trasferirmi a Roma quando avevo 14 anni e perdermi tanto della mia famiglia meravigliosa (oltre a mamma e papà ho due fratelli e una sorella). L’impegno sin da subito è stato totalizzante per cui l’adolescenza è durata poco e sono cresciuta molto in fretta. La mia forza, tuttavia, è sempre stata la grande passione che mi muove e che nel corso degli anni mi ha regalato gioie e gratificazioni, come può essere un coreografo che si congratula o il pubblico che dopo un’esibizione scoppia in fragorosi applausi. Ad oggi ho un sogno: riuscire ad essere sempre all’altezza delle sfide che mi troverò di fronte e superare di volta in volta i miei limiti evolvendomi come artista ma soprattutto come persona.

D: A chi vuoi dire grazie?

 R: Devo dire tanti grazie. Alla mia famiglia prima di tutto, che mi ha sempre aiutata e sostenuta, alla mia insegnante Marella Vesseri che per prima ha individuato in me del talento e mi ha indirizzato, alla signora Paola Jorio e agli insegnanti della scuola di danza Carla Rossi, Ofelia Gonzalez e Pablo Moret che mi hanno formata, a Carla Fracci che mi volle nella compagnia del teatro dell’Opera quando ero appena diciottenne, un grazie speciale lo devo a Francesco Ventriglia che era il direttore del Maggio musicale fiorentino, e ora direttore del RNZ ballet, il quale mi ha ridato la fiducia di cui avevo bisogno in un momento difficile. Il mio ultimo grazie è per Eleonora Abbagnato attuale direttrice del corpo di ballo a Roma che mi sta dando tante grandi opportunità e che credendo in me sta contribuendo alla mia crescita personale ed artistica. D: Conosci So Dança? Che pensi della marca? Un saluto ai nostri amici di facebook e un consiglio ai giovani? R: Certo che conosco So Dança! Principalmente utilizzo i body perché trovo che siano molto comodi e resistenti. Oltre che belli e con un ottima vestibilità. Saluto tutti gli amici che avranno la pazienza di leggermi e ai giovani mi sento di dare un suggerimento in particolare: siate umili! Impegnatevi ogni giorno e con coscienza per superare i vostri limiti, perché tutti ne abbiamo, e non sentitevi mai arrivati, lavorate con dedizione. Siamo fortunati e abbiamo una grande missione: portare la bellezza ai cuori delle persone che non la conoscono.




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