Regista

Gabriele Mainetti
We could not put it in, especially for what's going to happen shortly. His first feature film, called Jeeg Robot in theaters right now, will revolutionize the cinematic thinking so dear to our home-grown producers. Gabriele Mainetti was mainly an actor. Graduated in Cinema History and Criticism, he attended film classes in New York before deepening his acting. We've seen it in different movies for the big and small screen. His world, however, remains the director. The experimentation, and the resulting risk. He also has many short films, and only in this 2016 (fortunately) we will be able to admire his work first. We had a chance to preview it at the Cinema Festival in Rome, and once we left the room, our old habits of sparkling Italian cinema were completely torn down. His film is remarkable, from all points of view: history, that of an unlikely superhero; An antagonist who, to put it all, exceeds the protagonist and is already an icon; A brilliant, energetic direction, with machine movements at the limit of perfection, precise; A chromatic and marvelous photo that exalts a genre, that of superheroes, so far in our industry. We would not be surprised, then, if we will now be challenged in larger productions and, who knows, even internationals.


Gabriele Mainetti
Non potevamo non inserirlo, soprattutto per quello che succederà a breve. Il suo primo lungometraggio, Lo chiamavano Jeeg Robot, nelle sale proprio in questi giorni, rivoluzionerà il pensare cinematografico tanto caro ai produttori nostrani. Gabriele Mainetti è stato, principalmente, un attore. Laureato in Storia e Critica del Cinema, ha frequentato corsi di cinema a New York, prima di approfondire la recitazione. Lo abbiamo visto in diversi film per il grande e piccolo schermo. Il suo mondo, però, rimane la regia. La sperimentazione, e il rischio che ne consegue. Anche lui ha all'attivo numerosi cortometraggi, e soltanto in questo 2016 (fortunatamente) avremo modo di ammirare la sua opera prima. Abbiamo avuto modo di vederlo in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e, una volta usciti dalla sala, le nostre vecchie abitudini di sparlare del cinema italiano sono state completamente frantumate. Il suo film è notevole, sotto tutti i punti di vista: la storia, quella di un supereroe improbabile; un antagonista che, a dirla tutta, supera il protagonista ed è già un'icona; una regia brillante, energica, con movimenti di macchina al limite della perfezione, precisi; una fotografia cromatica e meravigliosa che esalta un genere, quello sui supereroi, tanto lontano nella nostra industria. Non ci stupiremmo, quindi, se ora sarà conteso in produzioni più grosse e, chissà, anche internazionali


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